I Nostri Nipoti

Il Messagero - Rimodulazione per le rendite finanziarie


Proposta del responsabile economico del Pd Taddei al convegno di Prelios

NEL PIANO DEL GOVERNO SARÀ INDICATO IN 12 MESI IL TEMPO NECESSARIO PER IL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE

ROMA Le tasse sulle rendite finanziarie saranno riviste. Ma non si tratterà di un semplice ritocco all'insù delle aliquote. Nel programma del Partito democratico ci sarà una «rimodulazione», perché ci sono «delle ragioni diverse per cui si risparmia» e dunque il risparmio va trattato in maniera diversa. Ad alzare il velo sui piani di Matteo Renzi per quanto riguarda le rendite, è stato il nuovo responsabile economico del Partito democratico, Filippo Taddei, durante un convegno organizzato ieri a Roma da Prelios Sgr e al quale hanno preso parte anche l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il responsabile per l'Italia del Fondo monetario internazionale,

Arrigo Sadun, il politologo Edward Luttwak e l'economista Jean Paul Fitoussi. Dunque, il progetto al quale lavorerebbe il Pd sarebbe quello di distinguere la tassazione delle rendite innanzitutto a seconda del tipo di prodotto, conto corrente, azioni, obbligazioni, e probabilmente anche a seconda dell'ammontare investito. In realtà una differenziazione già esisteva fino a qualche anno fa, quando gli interessi erano tassati al 27% e le plusvalenze sulle azioni al 12,5%. Si tratterebbe, in sostanza, di un ritorno al passato.

Taddei ha anche parlato dell'abbattimento del cuneo fiscale. Il governo ha in mente di tagliare le tasse sul lavorno nell'arco di dodici mesi. Sulle modalità Taddei non si è sbottonato. Ma nel programma del Pd ci sarebbe l'indicazione di un azzeramento della componente lavoro dell'Irap nei prossimi quattro anni. Per l'anno in corso, invece, l'ipotesi è quella di una riduzione del 10% che costerebbe circa 2,5 miliardi di euro. Il panel precedente all'intervento di Taddei ha ospitato un confronto tra Tremonti, Luttwak e Sadun.

Un confronto nel quale si è tornato a parlare della crisi italiana dell'estate del 2011. L'ex ministro del Tesoro italiano ha sottolineato come ancora a maggio di quell'anno tutte le istituzioni, a partire dalla Banca d'Italia, indicassero stabilità per il Paese e la sostenibilità delle sue finanze pubbliche, facendo maliziosamente notare come le esposizioni di Francia e Germania al rischio fossero decisamente più elevate di quelle italiane. Sadun, invece, ha rivelato come il Fondo monetario già al vertice del G20 di Cannes avesse pronto un «contingency plan» per Roma e avesse provato ad imporlo al governo pur senza poter dare in cambio aiuti finanziari. Un punto sul quale lo stesso Sadun si è mostrato critico.