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Affari Finanza-Giovani, disoccupati o in fuga sognano Italia dinamica


 Quei giovani, disoccupati o in fuga sognano un'Italia dinamica e aperta

Milano. Di giovani si parla sempre più spesso negli ultimi tempi e purtroppo non sempre per buone notizie, tra fuga dei cervelli, impossibilità di spiccare il volo dal nido per le difficoltà generate dalla crisi e disoccupazione in crescita. Proprio quest'ultima è ormai una piaga che ha raggiunto livelli record (attorno al 13%, il doppio di prima della crisi) e che ha colpito in misura maggiore i giovani. Come ha ricordato di recente il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, sottolineando che il tasso di occupazione per la fascia di popolazione di età compresa tra i 15 e i 24 anni è sceso al 43% dal 61% del 2007 (dal 74% al 66% per la classe di età dai 25 ai 34 anni). Lo scenario non migliora se si pensa ai giovani inattivi: secondo l'Istat, infatti, nel terzo trimestre del 2013 erano quasi 4 milioni i giovani tra i 15 e i 34 anni non impegnati con lo studio, in un percorso di formazione o con un lavoro. Una situazione poco felice testimoniata anche da alcuni dati riportati dall'ultimo "Rapporto sulla coesione sociale" elaborato da Inps, Istat e ministero del Lavoro secondo cui circa il 61% di under 35 (circa 7 milioni) vive ancora a casa con i genitori. Le ragioni per cui tanti italiani sono ancora dei Tanguy, dal nome del protagonista di un famoso film francese che proprio non ne voleva sapere di lasciare il nido? Non una scelta personale, ma principalmente la mancanza di lavoro che non consente di sviluppare una propria indipendenza economica. A rendere l'Italia un paese poco attrattivo è poi la scarsa mobilità sociale che affligge lo Stivale, con la classe di origine che continua a influenzare pesantemente le condizioni lavorative dei giovani. Non sorprende, dunque, che la cosiddetta fuga dei cervelli sia ormai un fenomeno in crescita, come conferma anche l'Eurispes. Basti pensare che, secondo il Rapporto Italia 2014, negli ultimi dieci anni la cancellazione di cittadini per trasferimenti all'estero è cresciuta da 50mila a 106mila unità, con un'impennata in particolare tra gli under 35. Che scelgono di lasciare l'Italia per pianificare il proprio futuro in paesi come la Germania, meta preferita dai giovani laureati, la Svizzera e il Regno Unito. Ma, al di là delle statistiche, chi sono le nuove leve e cosa si aspettano dall'Italia? A scattare una fotografia è l'indagine LaST "Giovani in Prospettiva" elaborata in esclusiva per Prelios da Community Media Research. Dalla quale emerge un desiderio da parte dei più giovani di dinamismo sociale e di vivere in un paese aperto e disponibile all'innovazione e al cambiamento. Oltre il 75% degli under 24, infatti, spera in un'Italia innovatrice prima di tutto, ma anche internazionale (63,6%), tollerante (62,6%) e intraprendente (59,7%). Quattro caratteristiche che, secondo la ricerca, le nuove generazioni mettono in luce più della media della popolazione. Altrettanto forti sono poi i temi green , con il 68,5% del campione intervistato che desidera vivere in un paese rispettoso dell'ambiente, e della sicurezza (57,7%). Insomma, anche se tendono a costruire il proprio futuro fuori dall'Italia, le nuove leve hanno un'idea molto precisa di come vorrebbero il proprio Paese: il 43% auspica un'Italia multietnica, una società dove la propensione all'apertura e alla contaminazione con altri contesti e popolazioni è più elevata, ma anche dove l'identità del futuro affonda le radici nella tradizione. A tenere banco tra gli intervistati è poi il tema del merito, tasto dolente del Belpaese che spinge sempre più giovani ad abbandonare l'Italia per realizzare altrove le proprie aspirazioni professionali: il 73% desidera infatti un paese più meritocratico. Allo stesso tempo, i giovani aspirano a un'Italia politicamente lungimirante (63,2%), oltre che con meno partiti e maggiore partecipazione civile (59,8%). Spariscono inoltre del tutto o quasi dal loro vocabolario valori e categorie politiche e sociali come l'individualismo, il comunismo e il federalismo. Sul fronte economico, invece, l'indagine sottolinea come le giovani generazioni sembrano aver conservato meglio rispetto alle altre le condizioni del periodo pre-crisi, ma soprattutto grazie al sostegno delle famiglie d'origine dove spesso sono ancora inserite. Gli under 24, in particolare, sono quelli che più delle altre fasce di età hanno mantenuto invariata la propria condizione economica (negli ultimi 5 anni il 40,3% contro una media del 31,4%), ma sono anche coloro che meno di altri hanno avuto la possibilità di incrementarla o migliorarla nettamente (il 5,2% contro il 10,7% della media della popolazione). Mentre più della metà degli intervistati under 24 dichiara che la propria situazione economica è peggiorata negli ultimi 5 anni e per circa il 35% il proprio reddito non è sufficiente a far fronte alle necessità correnti. Più volte bistrattati dalla classe politica - dai "bamboccioni" dell'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa al più recente choosy dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero - i giovani si considerano, infine, una forza innovatrice importante per il paese, mostrandosi anche giudici molto più severi verso se stessi (si definiscono decisamente digitali e una risorsa per il futuro, ma anche frustrati, viziati, dipendenti e annoiati) di quanto non siano le generazioni più adulte. PESANTI I DATI SU SENZA LAVORO, INATTIVI E SU CHI VA ALL'ESTERO PER UN IMPIEGO SODDISFACENTE UNA RICERCA HA SONDATO I RAGAZZI ITALIANI PER SCOPRIRE CHE NON HANNO ANCORA PERSO LA SPERANZA NEL CAMBIAMENTO CHIEDONO UNA SOCIETÀ GREEN, INNOVATRICE E MULTIETNICA WELFARE

Foto: il tasso di occupazione per i giovani tra i 15 e i 24 anni è sceso al 43% dal 61% del 2007 (dal 74% al 66% per la classe di età dai 25 ai 34 anni). E sono quasi 4 milioni gli inattivi: giovani tra i 15 e i 34 anni non impegnati con lo studio, in un percorso di formazione o con un lavoro

Foto: L'indagine LaST "Giovani in Prospettiva" elaborata in esclusiva per Prelios da Community Media Research scatta una fotografia sulle nuove leve italiane